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Cronache - 27-03-2010 - Roma Inter 2-1 - Toni fa esplodere l'Olimpico


Pubblicato il 29/12/2020
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La stagione iniziata male, malissimo, con la fine della prima era Spalletti che tante soddisfazioni ci aveva regalato: due Coppe Italia e una Super Coppa tutte ai danni dell'Inter che in quel periodo dominava. L'arrivo di Claudio Ranieri era stato accolto con un po' di scetticismo, visto soprattutto il morale basso dopo le prime due sconfitte. L'esordio del nuovo allenatore era stato positivo e un po' fortunato (vittoria a Siena per 2-1 in rimonta, con gol vittoria di Riise nei minuti finali). Poi un po' di alti e bassi, con pareggi strappati all'ultimo minuto (Palermo e Catania), belle vittorie (Fiorentina e Napoli) e brutti passi falsi (doppia sconfitta, in casa contro il Livorno e fuori con l'Udinese). Sembrava una stagione transitoria, di passaggio: il 14° posto alla decima giornata non lasciava presagire nulla di buono.

Ma poi la svolta alla 12° giornata: si gioca Inter-Roma a S.Siro l'8 novembre. La Roma gioca bene, per nulla intimorita dallo squadrone di Mourinho, e va in vantaggio con Vucinic nei minuti iniziali. La Roma tiene, riparte in contropiede, amministra e soprattutto sembra convinta della propria forza. Qualcosa è successo nella mente dei giocatori, qualcosa Ranieri deve aver fatto per cambiare così profondamente la squadra. I 14 punti di differenza tra le due formazioni non si notano. Le 13 posizioni di distacco sembrano non esistere. Poco importa se all'inizio del secondo tempo Eto'O pareggia, perchè la Roma se la gioca fino alla fine e lotta contro una corazzata. Per capire la differenza tra le due compagini, basta pensare ai giocatori che subentrano dalla panchina: per la Roma entrano Faty, Tonetto e Okaka, mentre per l'Inter entrano Sneijder, Balotelli e Cambiasso (!)

Dopo questa partita ci sono due belle vittorie e poi il Derby: vittoria con lo storico gol di Cassetti, uno che ne ha fatti davvero pochi. Quindi altre 4 vittorie e due pareggi fino ad arrivare a Torino il 23 gennaio, contro la Juventus, che all'andata aveva condannato Spalletti all'esonero. Ottimo primo tempo della Roma che però va in svantaggio all'inizio del secondo tempo (Del Piero al 51°). Ma questa Roma ha un'anima da gladiatore, e nel gelo della notte Torinese, riesce prima a pareggiare con Totti su rigore, e poi a vincere nei minuti finali (doppia goduria) con uno dei simboli di questa stagione, l'amatissimo Riise.

Dopo la vittoria di Torino, la Roma collezione altre 4 vittorie consecutive, diminuendo i punti di distacco dall'Inter a 5. Poi una serie di 4 pareggi consecutivi e tre vittorie, ma anche l'Inter ha qualche difficoltà, così si arriva allo scontro del 27 marzo con soli 4 punti di distacco.

Quel sabato tutta la città è in fermento. Si respira l'aria delle grandi sfide, quelle sfide con significano Scudetto. Ci sono motivazioni di ogni tipo: l'eterna sfida con la squadra dominatrice degli ultimi 4 campionati e contro la quale si sono giocate quattro finali di Coppa Italia consecutive (2 per l'Inter e 2 per la Roma), la rivalità tra i due allenatori, col portoghese che ha sempre punzecchiato l'avversario, e il romanissimo Claudio che non ha mai mosso un capello di fronte alle provocazioni, confermando di essere un vero Sir.

Lo stadio stracolmo, l'inno di Venditti cantato da tutto il pubblico. L'arbitro fischia l'inizio e dopo un quarto d'ora Daniele De Rossi infila Julio Cesar, colpevole di un'incertezza su debole colpo di testa dell'ex Burdisso. La Roma c'è, è più viva che mai. I giocatori ci sono, tutti, più convinti che mai. L'inter non si vede fino a pochi minuti dalla fine del primo tempo, quando un altro ex molto amato, Samuel, stampa sulla traversa un pallone pericolosissimo. L'Inter è forte, non si arrende mai, e riacquista fiducia.

Inizia il secondo tempo e l'Inter ha subito due buone occasioni con Milito e Sneijder, ma Julio Sergio è attento. Risponde la Roma su calcio d'angolo, con un bel colpo di testa di Toni, di poco alto. Ma l'Inter pareggia al 66° con Milito, dopo un'azione iniziata da Sneijder, forse viziata da un fuorigioco di Pandev, ma proseguita dopo alcuni rimpalli. El Principe insacca un cross dalla destra dell'olandese. Quella stagione Milito è in condizioni incredibili, da pallone d'oro!

Palla al centro e si ricomincia, con un pareggio che tutto sommato ci può stare, considerando la forza dell'avversario e le occasioni create. La partita si gioca quindi sul filo del rasoio, sui nervi, sulla convinzione nelle proprio forze, sul talento dei giocatori (quanti campioni in questa partita, che bello!).

Passano 6 minuti, il tempo per una bella uscita di Julio Sergio sui piedi dello scatenato Milito, e un tiro sporco di Taddei viene magistralmente stoppato da Toni vicino al dischetto del rigore. Luca si gira con una velocità che non ti aspetti da un gigante della sua stazza, e di destro trafigge Julio Cesar. La mano a fare il gesto "me so' spiegato?" gira e gira e gira. Non si ferma più, quasi a voler dire che neanche lui ci crede a quello che ha fatto. L'esultanza sotto la Sud è coinvolgente. De Rossi fa tre o quattro salti che sembra un canguro, prima di aggrapparsi alla traversa della porta, per poi lanciarsi all'inseguimento del compagno sotto la curva. Un boato del genere me lo ricordavo solo ai tempi del gol di Falcao in un Roma-Colonia di tanti, tanti anni fa.

Dal gol in avanti la Roma controlla bene la partita, con tranquillità e consapevolezza, come fanno le squadre forti. Ma l'Inter è altrettanto forte, e a pallone i suoi campioni ci sanno giocare. Così c'è il tempo per far traballare i cuori di noi romanisti, e possiamo dire che ci siamo abituati alle sensazioni forti. A traballare, oltre ai nostri cuori, è stato il palo, che non si sa come ha resistito alla bordata del solito Milito, e ha salvato una vittoria che alla fine è stata più che meritata. Sofferta, come piace a noi, ma stra meritata!

Rivincita di Ranieri su Mourinho? Macchè, il mister non ha tempo e soprattutto certe cose non gli passano neanche per la testa (pensiamo a quando causò l'esonero del collega nella stagione magica del Leicester). Con grande signorilità racconterà dell'impresa dei suoi ragazzi, che in meno di metà campionato sono riusciti a recuperare 15 punti alla squadra dominatrice degli ultimi anni.

Grande partita, grande vittoria, gran calcio. Quel giorno tutti i tifosi sono usciti dallo stadio contenti. E cosa c'è di più bello che far contente tantissime persone?





 

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