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Cronache - 25-10-1981 - Il tacco di Falcao e la nascita del 'croccone'


Pubblicato il 30/12/2020
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Nils Liedholm era uno che conosceva il calcio. Stava plasmando la Roma esattamente come voleva lui. Erano tempi in cui un allenatore arrivava e si trovava 18-20 giocatori, non di più, e in campo se ne convocavano 16. Alcuni di quei giocatori, Liddas li aveva voluti fortemente, e uno di questi era un biondino brasiliano riccioluto, alto ed elegante, che si muoveva nel campo quasi danzando. Sembrava esile, quasi delicato. In realtà aveva una potenza incredibile, ma sapeva controllarla divinamente.

Dopo la stagione 1980-81, che ci aveva visti arrivare secondi, a soli due punti dalla Juventus (la famosa stagione del 'gol di Turone'), questa stagione non era cominciata benissimo. Qualche pareggio di troppo ci aveva già fatto perdere tre punti sulla capolista bianconera, con sole 5 giornate giocate (all'epoca si assegnavano due punti a partita, quindi recuperare tre punti non era proprio facilissimo).

In pieno autunno ecco arrivare la Fiorentina, che invece aveva cominicato molto bene il campionato, e che avrebbe conteso lo scudetto alla Juventus fino all'ultima giornata. Era una bellissima giornata, una delle famose ottobrate romane, e lo stadio Olimpico (bellissimo senza la copertura) era pieno.

La partita inizia col bruttissimo infortunio di Carlo Ancelotti. Ogni volta che rivedo quelle immagini mi si drizzano i peli dietro al collo pensando al dolore provato dal nostro Carletto.

Un po' scossi per quell'episodio, i giocatori giallorossi impiegano un po' di tempo per riprendere le redini del gioco ed imporre la famosa ragnatela del maestro svedese. Ci pensa il nostro capitano Agostino Di Bartolomei a sbloccare la partita, e lo fa nel modo che conosce meglio: una terribile botta su calcio di punizione da 25 metri. Quel giorno, vedendo le immagini con i miei fratelli, commentammo dicendo: 'Mamma mia che croccone!'. A Roma eravamo soliti dire al nostra amico che stava in porta: 'Ti tiro una crocca', per comunicargli che avremmo tirato molto forte. Ecco, Agostino non tirava le crocche, Agostino tirava i crocconi.

Dopo pochi minuti Falcao recupera una palla nell'area di rigore romanista, si fa mezzo campo palla al piede e scambia con Chierico che di prima la passa a Conti sulla destra. Falcao continua la sua corsa mentre Conti avanza sulla fascia. Falcao entra in area avversaria, Conti lo serve con un morbido pallonetto, ma il brasiliano anzichè fermarsi e aspettare la palla, continua la sua corsa verso la linea di fondo. La palla scende e Falcao fa una cosa che a quei tempi forse non si era mai vista: gira la testa per guardare la palla ancora in fase discendente, salta alzando la gamba destra all'indietro e colpisce la palla di tacco ad un'altezza incredibile. La palla carambola così bene sulla testa di Pruzzo, piazzato al centro dell'area, che il bomber non deve neanche saltare per prenderla. Gol e 2-0.

Nelle interviste, bisteccone Galeazzi dirà che Falcòn, come lo pronuncia lui, ha fatto la cosa più bella degli ultimi 10 campionati. Secondo me è la cosa più elegante nella storia della seria A fino a quel giorno, e forse ancora non superata per bellezza del gesto.



 

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